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	<title>E-commerce Conversion &#187; micromomenti ecommerce</title>
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		<title>Convertire con i micromomenti e-commerce: ottimizzazione del percorso del cliente</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 14:40:56 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>micromomenti</strong> sono quegli istanti nell’arco della giornata in cui si manifesta una necessità, un bisogno o una curiosità (con cui può anche iniziare o terminare il processo d’acquisto di un bene o servizio) che vengono soddisfatti tramite una consultazione online.</p>
<p>La conquista di tali micro momenti è divenuta, secondo Google, il nuovo terreno di sfida dei marketer (digitali e non). L’imperativo categorico del marketing (non solo del real time marketing) è infatti quello di presidiare tutti i punti di contatto (touchpoints) del processo decisionale dell’utente (buyer’s Journey) in qualunque istante si manifestino.</p>
<p>Esistono infatti momenti nella vita quotidiana di ognuno di noi, detti <strong>micro-momenti</strong>, in cui si palesano 4 possibili tipologie di necessità. I micro-momenti vengono denominati “<em> <strong>I-want-to-know</strong></em>”, “<em> <strong>I-want-to-go</strong></em>”, “<em> <strong>I-want-to-do</strong></em>”, “<em> <strong>I-want-to-buy</strong></em>” e hanno gioco forza determinato un’evoluzione quasi vertiginosa dei device.</p>
<p>La tecnologia ci ha dato un’infinità di informazioni a portata di mano, o meglio, disponibili sul palmo di una mano, quasi che il nostro smartphone fosse un prolungamento del nostro cervello. <strong>Durante questo “rifornimento” di informazioni siamo veicolabili</strong>, cioè <strong>influenzabili</strong> nella scelta di cosa fare, di dove andare e cosa comprare, in un modo certamente maggiore rispetto a quello che possono fare più classici media, e questo concetto permea fasce di età sempre più ampie.</p>
<p>Per i brand, oggi è imprescindibile essere <strong>presenti proattivamente verso il consumatore</strong>, e le risposte alle sue richieste devono concretizzarsi con precisione, cioè il concetto per cui è vitale per l’azienda essere presente nei momenti che per l’utente sono i più importanti e che precedono la sua decisione di acquisto. Questo è vero soprattutto se nei micro-moments l’utente trova rapide e convincenti risposte dal device, e procede nella gran parte dei casi all’azione e all’acquisto in relazione ad un determinato brand. Quindi non necessariamente la conversione si realizza verso il brand che aveva in mente inizialmente, bensì quello suggerito dal device.</p>
<p>Quindi, costantemente le persone attraversano una moltitudine di micro-moments durante i quali fanno <strong>grande affidamento sul proprio device cercando informazioni e ispirazione</strong>. Qualcuno potrebbe pensare che questo concetto porti via spazio alla nostra fantasia e inventiva secondo cui una volta esploravamo e ci informavamo nel mondo reale sulle cose da fare e da comprare, nel dove, nel come, e nel quando. Ma vi posso assicurare che al contrario stiamo parlando oggi di accelerare e potenziare le nostre possibilità di interazione proprio con il mondo reale spendendo a priori pochi istanti alla volta sui nostri smartphone, tablet, o pc.</p>
<p>Oggi le persone si affidano grandemente e con capacità di analisi (quindi non in modo pedissequo, come qualche scettico potrebbe pensare) agli smartphone, che fungono da bussola in senso letterale e lato per gestire molte scelte della propria vita quotidiana. Secondo <strong>Google</strong>:</p>
<ul>
<li>il 91% degli utenti usa lo smartphone per trovare ispirazione durante un’attività</li>
<li>il 90% degli utenti si avvale dello smartphone in varie tappe di un’attività con obiettivo a lungo termine.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò può anche voler dire che la consultazione dello smartphone interessa più <strong>touch point </strong>della <strong>Customer Journey</strong> (e qui invece vi rimando al mio articolo sulla customer journey omnicanale). I consumatori multicanale spendono in media il 250% in più rispetto a quelli a singolo canale:</p>
<ul>
<li>l’82% degli utenti consulta il proprio smartphone all’interno dello store al fine di avere uno spunto decisionale in più per l’acquisto</li>
<li>il 66% degli utenti consulta il proprio smartphone per un approfondimento circa un prodotto o un argomento visto in televisione</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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