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	<title>E-commerce Conversion &#187; trend parole chiave</title>
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		<title>Innovazioni e Trends Digitali 2021</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 15:17:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quali saranno le principali innovazioni e i trends digitali nel 2021? &#160; Intelligenza Artificiale L’intelligenza artificiale ha già apportato cambiamenti significativi in alcuni aspetti del nostro quotidiano, con prodotti come gli assistenti digitali (Alexa, Siri) o i chatbot per i servizi di customer care sui siti internet. L’AI prenderà sempre più...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/innovazioni-e-trends-digitali-2021.html#more-2770">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Quali saranno le principali innovazioni e i trends digitali nel 2021?</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Intelligenza Artificiale</strong></h3>
<p>L’intelligenza artificiale ha già apportato cambiamenti significativi in alcuni aspetti del nostro quotidiano, con prodotti come gli assistenti digitali (Alexa, Siri) o i chatbot per i servizi di customer care sui siti internet. <strong>L’AI prenderà sempre più piede, permettendo di automatizzare i processi, ottenere maggiori livelli di efficienza e ridurre gli errori umani.</strong><br />
Per chi gestisce un’azienda, l&#8217;intelligenza artificiale può essere e diventare una risorsa fondamentale. Ci sono servizi che, per esempio, effettuano il trasferimento automatico dei dati dalle email o dal call center ad un sistema di registrazione, aggiornandolo, senza bisogno dell&#8217;intervento di un operatore.<br />
Ci sono anche sistemi di AI in grado di fornire una &#8220;visione ragionata&#8221; di una mole enorme di dati, fornendo poi la previsione del comportamento degli utenti o l’automatizzazione del targeting degli annunci pubblicitari. Esistono anche sistemi AI in grado di effettuare l’analisi di tutti i dati relativi alla sicurezza nella produzione manifatturiera, in modo da evitare problemi.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Customer Data Platforms </strong></h3>
<p>Nel prossimo futuro si assisterà ad un boom delle <strong>CDP (Customer Data Platform)</strong>, ovvero le piattaforme per<strong> raccogliere i dati dei clienti in un database aziendale</strong>. Si possono ad esempio aggregare dati demografici ma anche comportamentali, come cronologia di navigazione, utilizzo del prodotto o acquisti effettuati.<br />
<strong>Il successo delle CDP è dovuto principalmente al fatto di poter avere a disposizione, in un&#8217;unica piattaforma, tutti i dati che possono essere utili ai vari dipartimenti di una compagnia.</strong><br />
Ora più che mai, con i collaboratori che operano da remoto, le videoconferenze e i nuovi sistemi introdotti in seguito all’emergenza globale, per le varie aziende emerge sempre più l&#8217;esigenza di adottare queste piattaforme, in quanto raccolgono in un unico contenitore tutti i dati, assicurando l&#8217;aggiornamento in real time e la loro consultazione immediata.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Lavoro da Remoto</strong></h3>
<p>A questo proposito, <strong>il lavoro da remoto non si esaurirà al termine dell’emergenza.</strong> Per ragioni economiche, di risparmio di tempo e di maggiore richiesta di flessibilità da parte dei lavoratori, <strong>lo smart working e l&#8217;home working sono destinati a durare nel tempo.</strong><br />
Le grandi compagnie, come Google o Facebook, hanno già implementato un piano di organizzazione delle risorse umane, per proseguire con il lavoro da casa per gran parte del 2021. Come conseguenza, piattaforme come la G Suite e Zoom rivestiranno un’importanza sempre maggiore, mentre le aziende avranno tutto l’interesse di fornire agli impiegati strumenti adeguati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Piattaforme di Servizi Freelance </strong></h3>
<p>Verosimilmente &#8220;prenderanno sempre più piede&#8221; <strong>piattaforme di servizi freelance (come Upwork), che permettono a lavoratori autonomi ed aziende di collaborare a distanza.</strong><br />
Può essere vista come un’opportunità in più da ambo i lati, sia per i professionisti, che avranno maggiori opportunità di stabilire partnership vantaggiose, sia per le aziende, che potranno avvalersi delle conoscenze e dei servizi di persone competenti senza vincoli a lungo termine.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Sicurezza Informatica</strong></h3>
<p>La sicurezza informatica, meglio conosciuta con il suo equivalente termine in inglese &#8220;<strong>cybersecurity&#8221;, sarà un focus primario per tutto il 2021, visto l&#8217;incremento esponenziale dello smart working</strong>.<br />
Il tema della protezione dei dati sensibili e del loro trattamento sarà un aspetto cui prestare molta attenzione, per evitare problemi come il phishing o gli attacchi hacker. Diverrà, pertanto, indispensabile e strettamente necessario per ogni azienda fare affidamento<strong> su sistemi di crittografia dei dati, API security e tecnologia blockchain per evitare questi problemi. </strong></p>
<h3></h3>
<h3><strong>Rete 5G</strong></h3>
<p><strong>Il 5G è la quinta generazione per la rete cellulare.</strong> Rispetto al 4G, il 5G possiede una maggior velocità di trasmissione dei dati ed un minor tempo di latenza, all&#8217;incirca di 2 ms, per garantire sempre più tempi di risposta in tempo reale (per approfondire <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/5G" target="_blank" rel="noopener">il 5G</a>).<br />
Ecco perché il 5G ha davvero il potenziale per migliorare tantissimi aspetti della nostra vita attuale, specialmente ora con la necessità di lavorare da remoto ed effettuare molte operazioni in videoconferenza.<br />
In un momento storico, in cui le aziende hanno la necessità assoluta di essere sempre connessi in maniera ottimale, il 5G potrà essere la risposta. La copertura globale impiegherà diverso tempo, ma già da ora si inizializzerà il dispiegamento della rete, dando nuovo impulso all&#8217;impiego delle tecnologie più sofisticate ed efficienti.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Social Media</strong></h3>
<p>I social rimangono una grande opportunità per diverse tipologie di aziende, per generare nuovi lead e creare una community di clienti affezionati.<br />
<strong>Fidelizzare è la parola chiave.</strong> Per fare ciò bisogna &#8220;assicurare e far trovare proprio quello&#8221; per il quale gli utenti cercano e &#8220;ci hanno trovati&#8221;. Specialmente in questo momento storico le persone pretendono trasparenza. Le aziende devono, quindi, prestare attenzione quando creano post sui loro canali social:<strong> i post devono essere chiari, accurati e coerenti con il proprio brand.</strong><br />
Sicuramente anche in questo campo giocherà un ruolo importante l&#8217;intelligenza artificiale, con strumenti come assistenti virtuali o chatbot. Tuttavia sarà sempre più necessario prestare molta attenzione a come si usano!<br />
<strong>Si stima che crescerà notevolmente, da parte dei clienti, anche la ricerca di assistenza e supporto proprio attraverso i social,</strong> con delle aspettative molto alte di trovare e ricevere risposte in tempi brevi.<strong> Inoltre ricoprirà ancora un ruolo importante l&#8217;influencer marketing,</strong> dato che, secondo un’indagine Rakuten, l’87% delle persone ha dichiarato di essere stato influenzato nella scelta di un prodotto proprio da qualche instagrammer o youtuber.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>SEO </strong></h3>
<p>La SEO è cruciale da anni. Lo sarà ancora? <strong>Certamente! </strong>Gli algoritmi dei motori di ricerca vengono costantemente aggiornati per rispondere al meglio al comportamento degli utenti e migliorare la loro esperienza. Proprio per questo è fondamentale che il tuo sito web risponda a tutte le best practice SEO. In particolare per il 2021 si dovrà prestare attenzione a:</p>
<ul>
<li><strong>l’intento delle persone</strong> nelle query di ricerca;</li>
<li><strong>l&#8217;uso di parole</strong> chiave più simili al <strong>linguaggio naturale;</strong></li>
<li><strong>ottimizzazione dei contenuti</strong> per raggiungere la posizione zero;</li>
<li>la <strong>user experience</strong> per garantire un&#8217;esperienza coerente su più touchpoint ed ottenere migliore visibilità sui motori di ricerca.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3><strong>Video Marketing</strong></h3>
<p>Già una tendenza del 2020 sia per il B2C che per il B2B, <strong>il video marketing continua a spopolare anche nel 2021.</strong> Il video è molto più attraente, semplice da fruire e immediato rispetto al testo, in un mondo in cui le persone sono sempre più di fretta o, quando anche non lo sono, hanno sempre meno pazienza.<br />
Ormai la maggior parte della gente usa quasi esclusivamente lo smartphone per connettersi online o stare sui social. Il video è una delle forme di comunicazione ideali per il mobile. Secondo una ricerca di Elite Content Marketing, infatti, il 66% delle persone preferisce di gran lunga guardare un video per avere informazioni su un prodotto piuttosto che leggere un testo al riguardo.<br />
<strong>Nel 2021 assisteremo ad un incremento nell’impiego del video marketing, con uso dell’intelligenza artificiale,</strong> coinvolgimento degli influencer, progetti in live streaming per ovviare al problema degli assembramenti, per riuscire a coinvolgere gli utenti con tecniche più immersive.</p>
<h3></h3>
<h3><strong>Green Business</strong></h3>
<p>Sempre più persone stanno prestando una crescente attenzione nei confronti delle tematiche ecologiche e di sostenibilità ambientale e lavorativa. <strong>Questo sta portando molte aziende ad investire in prodotti eco-friendly o ad impiegare energie green.</strong><br />
Il mercato si sta espandendo esponenzialmente. Molti consumatori ricercano una maggiore sensibilità nei confronti di queste tematiche e si aspettano che le compagnie facciano delle scelte in questo senso. Ed è un aspetto da tenere in grande considerazione, specie in determinati settori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: omniaweb.it</p>
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		<title>Corso E-commerce WhatsApp Business: come vendere online in maniera facile e veloce</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 11:25:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso si pone l&#8217;obiettivo di fornire le conoscenze tecniche, teoriche e pratiche per aprire una attività di vendita online sfruttando il canale WhatsApp.</p>
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		<title>Vendere online prodotti agroalimentari italiani in Polonia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 08:03:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mercato dei prodotti agroalimentari in POLONIA Aspetti normativi e legislativi sulle importazioni di prodotti agro-alimentari Dal 1 maggio 2004 il mercato polacco fa parte del mercato unico europeo, pertanto sono state abolite le tasse doganali per i prodotti di provenienza UE e lo scambio con l’Italia è libero e regolato...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/vendere-online-prodotti-agroalimentari-in-polonia.html#more-2111">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Mercato dei prodotti agroalimentari in POLONIA</strong></h2>
<p><strong>Aspetti normativi e legislativi sulle importazioni di prodotti agro-alimentari</strong></p>
<p>Dal 1 maggio 2004 il mercato polacco fa parte del mercato unico europeo, pertanto sono state abolite le tasse doganali per i prodotti di provenienza UE e lo scambio con l’Italia è libero e regolato dalle normative comunitarie.</p>
<p><strong>Il sistema distributivo dei generi alimentari in Polonia</strong></p>
<p>tradizionalmente caratterizzato da una elevata frammentazione, sta attraversando un progressivo processo di consolidamento. I Polacchi solitamente preferiscono acquistare i prodotti alimentari presso negozi di medie dimensioni, non molto distanti dalle proprie abitazioni e facilmente raggiungibili. Il numero degli negozi alimentari alla fine del 2010 era di circa 91.800 unità, in calo del 10,8% rispetto all’anno precedente. Complessivamente il mercato della vendita al dettaglio in Polonia ha visto una crescita della quota di mercato della GDO (iper, supermercati nonché discount). A differenza del passato i consumatori non accostano più l’offerta merceologica della GDO ai prodotti di bassa qualità.</p>
<p>A tal proposito, le catene di discount hanno avviato diverse campagne promozionali mirate a migliorare la propria immagine, offrendo prodotti di marca o legati alle tradizioni culinarie di altri paesi (p.e. Lidl, Biedronka). Secondo stime recenti la GDO controlla già circa il 40% del mercato alimentare al dettaglio in Polonia, rispetto al 30% di 5 anni fa. I piccoli negozi sopravvivono associandosi in diverse reti di DO &#8211; distribuzione organizzata (Żabka, Lewiatan, ecc.). Secondo le stime attualmente in Polonia ci sono 11 ipermercati, 105 supermercati e 68 discount ogni milione di abitanti.</p>
<p><strong>Importazioni dall’Italia: prospettive</strong></p>
<p>La domanda interna di generi alimentari e di vino è in continua crescita sia per i prodotti di produzione polacca che per i prodotti importati. La crescita del reddito disponibile sta determinando un cambiamento nelle abitudini alimentari polacche. I consumatori apprezzano sempre di più la cucina “sana” e quella “etnica” e sotto questo aspetto la cucina italiana è considerata un ottimo compromesso. Negli ultimi anni la scelta dei consumatori si dirige sempre più verso prodotti stranieri e cresce la disponibilità ad aumentare la spesa per prodotti di qualità. Anche sotto quest’aspetto l’Italia ha una posizione privilegiata, considerando la percezione positiva di cui gode nell’opinione dei Polacchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corso vendere all&#8217;estero con Alibaba</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2017 15:06:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro corso e-commerce su Alibaba offre l&#8217;opportunità di sfruttare il canale Alibaba per vendere online in tutto il mondo. Per Alibaba Group sono i numeri a parlare. Il colosso dell’e-commerce fondato in Cina nel 1999 da Jack Ma conta oggi 454 milioni di utenti attivi, di cui l’80% tra...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/corso-vendere-allestero-con-alibaba.html#more-2098">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il nostro corso e-commerce su Alibaba offre l&#8217;opportunità di sfruttare il canale Alibaba per vendere online in tutto il mondo</strong>.</p>
<p>Per <b>Alibaba Group </b>sono i numeri a parlare. Il colosso dell’e-commerce fondato in Cina nel 1999 da <b>Jack</b> <b>Ma</b> conta oggi 454 milioni di utenti attivi, di cui l’80% tra i 19 e i 30 anni. Sono 12 milioni le aziende presenti in Cina sulle sue piattaforme, oltre un miliardo i prodotti in vendita ogni giorno con il 79% delle transazioni effettuate attraverso dispositivi mobile.</p>
<p>Il giro d’affari dell’anno fiscale 2017 è pari a 547 miliardi di dollari. Sono oggi presenti oltre 150 store italiani sulla piattaforme B2C Tmall e Tmall Global che vendono oltre 1.000 brand italiani. 50 di questi store sono stati aperti da ottobre 2015, ovvero da quando è stata inaugurata la sede italiana di Alibaba.</p>
<p>A guidarla è <b>Rodrigo Cipriani Foresio</b>, managing director per tutto il Sud Europa (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) con alle spalle un’esperienza ventennale maturata nel Gruppo Mediaset. Il manager dirige oggi il team di Alibaba Italia, che si rivolge ad aziende  italiane convinte delle potenzialità dell’e-commerce e interessate a esportare i loro prodotti sul mercato cinese, aprendo a un mercato di oltre 490 milioni di consumatori.</p>
<p>“L’Italia è stato il primo Paese europeo in cui il Gruppo ha aperto una controllata, operativa dall’ottobre 2015 – ha dichiarato Cipriani a margine de Linkontro Nielsen, che lo ha visto tra i protagonisti sul palco dell’evento -. Il nostro compito è aiutare le aziende locali a entrare in contatto con i consumatori cinesi”.</p>
<p>La scelta strategica di aprire una sede italiana risiede nel fatto che qui si trovano alcuni tra i produttori di eccellenza e maggiori brand di tendenza ricercati dai consumatori cinesi, prodotti Made in Italy, riconosciuti tra i migliori al mondo specialmente per i segmenti food, fashion, design e arredamento.</p>
<p>“L’obiettivo è di creare una piattaforma globale nei prossimi 10 anni capace di arrivare 2 miliardi di clienti in Cina, che rappresenta il nostro focus per il 95%, ed estenderci nel Sud Est Asiatico, perché in questa area la popolazione è costituita prevalentemente da millennials connessi su mobile”.</p>
<p>Alibaba non vende direttamente ma tramite un’infrastruttura tecnologica e di marketing, su cui basa un ecosistema di piattaforme digitali, ciascuna contraddistinta da specifiche peculiarità, che consente a piccole e medie imprese e grandi brand, di offrire prodotti, servizi e contenuti digitali in Cina.  Fin dalla sua nascita, Alibaba ha accompagnato milioni di piccole imprese cinesi nel loro percorso di crescita e, con questa esperienza consolidata alle spalle, oggi Alibaba rappresenta per le aziende di tutto il mondo una vera e propria porta di ingresso sul mercato cinese.</p>
<p>“Ogni brand che decide di aprire il proprio store sulla nostra piattaforma può farlo grazie a partner tecnici certificati Alibaba, che assistono i brand lungo un percorso strategico di medio lungo- termine, personalizzato in base alla categoria merceologica o alla tipologia di clienti per esempio. Sono soprattutto partner cinesi, ma ci sono anche alcune strutture italiane come FiloBlu e Evlonet” prosegue Rodrigo Cipriani Foresio.</p>
<p>Il sistema Alibaba Group vede al centro Alibaba.com, la piattaforma B2B che permette di entrare in contatto con oltre 100 milioni di buyer in tutto il mondo.</p>
<p>La struttura comprende i partner <b>Tmall</b> e <b>Tmall</b> <b>Global</b>,  piattaforme B2C che permettono la vendita diretta dei prodotti ai consumatori cinesi. Per essere su Tmall bisogna avere la legal identity cinese.</p>
<p>Dal 2014 è attivo Tmall Global che permette anche alle aziende senza la legal identity cinese e che non hanno presenza fisica in Cina di vendere online. Alibaba Group ha previsto anche: <b>Alipay</b>, il sistema di pagamento utilizzato da 450 milioni di cinesi; <b>Aliexpress</b>, marketplace retail internazionale da venditori cinesi ad acquirenti nel resto del mondo; <b>Cainiao</b>, piattaforma dati per la logistica; <b>Alibaba</b> <b>Cloud</b>: piattaforma di cloud computing e data management; Alimama.com: piattaforma di servizi di marketing.</p>
<p>l colosso cinese ha oltre mille brand italiani e punta soprattutto sul food.</p>
<p>“<b>Alibaba</b> vuole diventare globale. A oggi conta circa 500 milioni di clienti, l&#8217;obiettivo è arrivare a 2 miliardi entro i prossimi dieci anni”. Rodrigo Cipriani Foresio, il managing director di Alibaba per il sud Europa, a margine di Linkontro, l&#8217;annuale appuntamento organizzato da Nielsen, spiega il piano di sviluppo del <b>colosso cinese dell&#8217;e-commerce che con le sue piattaforme dà la possibilità a 12 milioni di aziende in tutto il mondo di vendere i propri prodotti sull&#8217;appetibile mercato della Cina. </b>Appetibile perché sono 200milioni gli utenti che in media sette volte al giorno accedono ai portali Alibaba, per un totale di 22 minuti ciascuno. La compagnia di Jack Ma ha chiuso il quarto trimestre del 2016 con un giro d&#8217;affari in crescita del 60% a 5,60 miliardi di dollari. Pensa a espandersi “a oggi non sul mercato occidentale”, ma nel sud-est asiatico, tra Thailandia, Filippine, Malesia, Indonesia.</p>
<p><b>In Italia che prospettive ci sono?</b></p>
<p>Abbiamo 150 flagship store e oltre mille brand italiani. La nostra missione è chiara: portare le aziende tricolore a entrare nella piattaforma.</p>
<p><b>Le aziende italiane come possono entrare in questa piattaforma?<br />
</b>Possono solo se invitate da Alibaba. I criteri che utilizziamo per scremare sono se l&#8217;azienda interessata è già presente in Cina, se ha già esperienza di e-commerce, e poi un business plan di 3-5 anni. Ogni giorno nel mondo fanno il loro ingresso 2mila nuovi store, le categorie che vanno di più sono il fashion, la cosmetica, il food. Spero che le aziende italiane della distribuzione alimentare aiutino a portare i prodotti italiani in CIna, come stanno facendo alcune compagnie estere.</p>
<p><b>La contraffazione è un serio problema per Alibaba.<br />
</b>Il fondatore Jack Ma ha detto “che circa la metà dei prodotti che vendiamo sono falsi e non possiamo farci niente”. Abbiamo un sistema di protezione dei marchi, AliProtect, che permette di registrare il proprio marchio anche se non si ha un sito presso di noi. Molte case di moda italiane hanno il marchio registrato da noi ma non hanno lo store aperto. Una volta registrata, l&#8217;azienda può indicarci tutti i siti che vendono prodotti falsi o che usano immagini di prodotti falsi, noi in 24 ore li chiudiamo.</p>
<p><b>Che risultati ci sono stati sinora?</b><br />
Lo scorso anno ne abbiamo oscurati 250mila. C&#8217;è da tener presente inoltre che in Cina è lecito per legge il grey market, il mercato parallelo.Poi facciamo anche delle azioni proattive. Vogliamo ci sia la massima cooperazione con le aziende: collaboriamo con loro e con la polizia cinese, ci indicano i distretti di produzione dei falsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI SUL NOSTRO</p>
<p>CORSO ALIBABA</p>
[contact-form-7]
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		<title>Nuovo Remarketing con Google Analytics</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 08:13:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Importante aggiornamento del remarketing con Google Analytics A partire dal 15 maggio 2017, i segmenti di pubblico per il remarketing creati in Google Analytics verranno migliorati grazie alla nuova funzione cross-device disponibile in AdWords e DoubleClick. In questo modo potrai raggiungere i clienti su più dispositivi quando utilizzi i segmenti...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/nuovo-remarketing-con-google-analytics.html#more-1999">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 class="_GAgf-_GAS _GAgf-_GAS-draggable"><span id=":l6" class="_GAgf-_GAS-text">Importante aggiornamento del remarketing con Google Analytics</span></h3>
<div class="_GAgf-_GAT">
<p>A partire dal 15 maggio 2017, i segmenti di pubblico per il remarketing creati in Google Analytics verranno migliorati grazie alla nuova funzione cross-device disponibile in AdWords e DoubleClick. In questo modo potrai raggiungere i clienti su più dispositivi quando utilizzi i segmenti di pubblico di Google Analytics.</p>
<p><strong>Secondo una nostra ricerca, sei utenti Internet su dieci iniziano a fare acquisti su un dispositivo, ma continuano o finiscono su un dispositivo diverso. Con il remarketing cross-device in AdWords e DoubleClick, se un utente visita il tuo sito web su un dispositivo, adesso puoi raggiungerlo con annunci più pertinenti quando esegue ricerche o naviga su un altro dispositivo.</strong></p>
<p>Se gli utenti hanno scelto di attivare Google per associare al proprio account Google la cronologia della navigazione in app e sul Web e di utilizzare le informazioni del proprio account Google per personalizzare gli annunci che visualizzano sul Web, Google utilizza i dati degli utenti che hanno eseguito l&#8217;accesso insieme ai tuoi dati di Google Analytics per creare e definire gli elenchi dei segmenti di pubblico per il remarketing cross-device. Per supportare questa funzione, Google Analytics raccoglie gli identificativi autenticati da Google degli utenti, che sono dati personali di Google, e li unisce temporaneamente ai tuoi dati Google Analytics per definire i segmenti di pubblico.</p>
<p>Non è richiesta alcuna azione da parte tua affinché queste modifiche abbiano effetto. Tuttavia, rivedi le tue norme sulla privacy e apporta le modifiche necessarie per spiegare quali sono i dati raccolti dalla tua attività e condivisi con Google.</p>
<p><strong>Tali modifiche non influiscono sui dati di Google Analytics, che continuano a essere di tua proprietà.</strong></p>
<p>Come sempre, gli utenti di Google possono controllare la loro esperienza con gli annunci o disattivare completamente gli annunci personalizzati in Account personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vuoi sapere come funziona?</h3>
<h3><a title="Richiedi informazioni" href="http://www.e-conversion.it/richiedi-informazioni">SCRIVICI SUBITO</a></h3>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Aumentare le vendite e-commerce grazie a Google Data Studio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 14:06:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Data Studio ti consente di creare rapporti e dashboard dinamici e di forte impatto visivo. Con Data Studio puoi: Collegarti facilmente a diverse origini dati. Visualizzare i tuoi dati grazie a rapporti e dashboard dinamici, interattivi e dall&#8217;aspetto accattivante. Condividere e collaborare con gli altri, proprio come fai con Google...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/aumentare-le-vendite-e-commerce-grazie-a-google-data-studio.html#more-1812">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Data Studio ti consente di creare rapporti e dashboard dinamici e di forte impatto visivo.</strong> Con Data Studio puoi:</p>
<ul>
<li>Collegarti facilmente a diverse origini dati.</li>
<li>Visualizzare i tuoi dati grazie a rapporti e dashboard dinamici, interattivi e dall&#8217;aspetto accattivante.</li>
<li>Condividere e collaborare con gli altri, proprio come fai con Google Drive.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il rilascio di Google Analytics 360, la nuova piattaforma di Google Analytics che integra funzionalità di reportistica, analisi e targeting, arriva una importante novità da Mountain View che emozionerà chi tutti i giorni si trova a lavorare con dati e <strong>report da analizzare e presentare i clienti</strong>.</p>
<p>Google Data Studio (ora in beta) è la nuova <strong>piattaforma drag&amp;drop per la creazione di report</strong>altamente personalizzabili e interattivi; già guardando il video si scopre che è qualcosa di veramente fantastico.</p>
<p>Google Data Studio è disponibile in <strong>due versioni</strong>, entrambe in Beta:</p>
<ul>
<li>Google Data Studio 360, parte della suite Google Analytics 360;</li>
<li>Google Data Studio Free, con un tetto massimo di 5 report.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/6FTUpceqWnc" width="100%" height="400" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Entrambe le versioni possono prendere dati da <strong>AdWords, Google Analytics, YouTube, BigQuery, Attribution 360 e Google Sheets</strong> per la reportistica; il software è disponibile all’indirizzo https://datastudio.google.com, ma è ancora disabilitato per l’Italia (ma è possibile effettuare la richiesta di iscrizione e notifica per essere avvisati quando sarà disponibile).</p>
<p>Con<strong> Google Data Studio</strong> è possibile:</p>
<ul>
<li>sviluppare report e dashboard con interfaccia totalmente drag&amp;drop – sul modello di Google Docs;</li>
<li>scegliere quale data visualization usare per mostrare dati e analizzarli;</li>
<li>personalizzare totalmente la grafica dei report, per giungere a risultati come quelli dell’immagine che segue;</li>
<li>impostare template personalizzati e riutilizzarli per i futuri report;</li>
<li>impostare report modificabili e interattivi a cui applicare diversi filtri in base a periodi di tempo, segmenti geografici e demografici e qualsiasi altro segmento basato sulle dimensioni disponibili nel set di dati di partenza;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa fantastica è che questo strumento permette in sostanza di<strong> unire qualsiasi fonte di dati</strong>(permettendo anche l’upload di CSV le possibilità sono veramente infinite), aggiungendo anche del testo a commento per una reportistica più completa.</p>
<p>All’interno del tool di Google Data Studio 360 è possibile inoltre attivare una live chat con il cliente, in modo da <strong>discutere direttamente sul report.</strong></p>
<p>Maggiori informazioni sul blog ufficiale di Google Analytics ai due indirizzi che seguono:</p>
<ul>
<li>Google Analytics 360: <a href="http://analytics.blogspot.it/2016/05/ga360suite-product-announcement.html">http://analytics.blogspot.it/2016/05/ga360suite-product-announcement.html</a></li>
<li>Google Data Studio Free: <a href="http://analytics.blogspot.it/2016/05/announcing-data-studio-our-free-new.html">http://analytics.blogspot.it/2016/05/announcing-data-studio-our-free-new.html</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>VUOI INIZIARE A UTILIZZARE GOOGLE DATA STUDIO?</h3>
<h3><a title="Richiedi informazioni" href="http://www.e-conversion.it/richiedi-informazioni">CONTATTACI</a></h3>
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		<item>
		<title>Realizzare e-commerce con super ammortamento del 250%: nuove agevolazioni fiscali</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[E-Conversion]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apri il tuo negozio e-commerce grazie alla riforma del super ammortamento del 250% su investimenti in beni e servizi digitali ecommerce e di webmarketing finalizzati a innovare la tua azienda e i suoi processi. Dal 2016 grazie al super ammortamento al 140% le imprese sono incentivate all’acquisto di beni strumentali...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/realizzare-e-commerce-con-super-ammortamento-del-250-nuove-agevolazioni-fiscali.html#more-1498">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apri il tuo negozio e-commerce grazie alla riforma del super ammortamento del 250% su investimenti in beni e servizi digitali ecommerce e di webmarketing finalizzati a innovare la tua azienda e i suoi processi.</strong></p>
<p>Dal 2016 grazie al super ammortamento al 140% le imprese sono incentivate all’acquisto di beni strumentali utili allo svolgimento della loro attività. Si pensa che con la Legge di Stabilità 2017 verrà introdotto l’<strong>iper ammortamento al 250% per l’acquisto di beni finalizzati alla digitalizzazione dell’azienda</strong>.</p>
<p><strong>Che cos’è l’ammortamento?</strong> Esso è un <strong>procedimento contabile con cui un costo pluriennale viene ripartito tra gli esercizi di vita utile del bene</strong>. Consideriamo un esempio. Una ditta di imbianchini acquista un furgone e lo paga 20.000 euro. La vita utile di un furgone è di 5 anni. L’ammortamento annuale lo si ottiene facendo il rapporto tra costo del bene e vita utile ed è, quindi, di 4.000 euro.</p>
<p><strong>Che cos’è il super ammortamento?</strong> Esso è una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. Consente di agevolare gli investimenti produttivi delle imprese. Infatti, attraverso il super ammortamento, le aziende che investono in beni strumentali – dal 15/10/2015 al 31/12/2016, salvo proroghe – possono ammortizzare fiscalmente il bene al 140% anziché al 100%. Torniamo all’esempio di prima. Un’impresa di imbianchini acquista un furgone a 20.000 euro. Il 140% di 20.000 è 28.000 euro. La vita utile è sempre di 5 anni. Ma l’ammortamento annuale cambia: è di 5.600 euro. L’ammortamento, poi, finisce tra le voci di “costo” in un bilancio di esercizio. A parità di ricavi e di tutti gli altri costi, se l’ammortamento annuo aumenta, i costi totali aumentano e l’utile diminuisce. Consideriamo nuovamente la ditta di imbianchini, che a fine anno ha i ricavi pari a 100.000 euro. Tra i costi compaiono: 10.000 euro per le materie prime, 2.000 euro per il personale, 8.000 euro per altri servizi e 4.000 euro di ammortamento. L’utile lo si ottiene, come ovvio, dalla differenza tra ricavi (100.000) e costi (24.000): 76.000 euro. Se l’ammortamento è di 5.600, anziché di 4.000, i costi sono pari a 25.600 e l’utile a 74.400 euro. Dove sta l’agevolazione? Le imposte – cioè le tasse – si misurano sulla base imponibile – che è l’utile. A parità di aliquote, se la base imponibile si riduce, diminuiscono anche le imposte. Ecco, quindi, in che modo il super ammortamento può essere di grande aiuto per le imprese.</p>
<p><strong>Cos’è l’iper ammortamento?</strong> Esso <strong>consente a quelle aziende che acquistano beni finalizzati alla digitalizzazione della propria attività di ammortizzare fiscalmente il bene al 250% – anziché al 140%.</strong> L’elenco dei beni che rientreranno in questa categoria è ancora da definire. Ricordiamo che l’iper ammortamento potrebbe, molto probabilmente, essere introdotto con la Legge di Stabilità 2017.</p>
<p>Il <strong>super ammortamento</strong> o <strong>maxi ammortamento</strong> è una misura introdotta dalla <strong>Legge di Stabilità 2016</strong> e consistente nell’agevolare gli investimenti produttivi delle imprese, grazie ad un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite in oggetto.<br class="autobr" />Attraverso il super ammortamento o maxi ammortamento le aziende che investono in beni strumentali possono ammortizzare fiscalmente il bene al 140 per cento in luogo del 100 per cento.<br class="autobr" />L’Agenzia delle Entrate è in materia di super ammortamento 2016 al 140 per cento nello scorso mese di maggio, chiarendo che esso può essere applicato solo ai <strong>beni materiali strumentali nuovi</strong> (vedi circolare numero 23/E del 26 maggio 2016).</p>
<p>La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato il super ammortamento 140 per cento a tutto il periodo d’imposta 2017, introducendo anche la possibilità dell’iper ammortamento al 250% per alcune tipologie di beni.</p>
<p>Ecco la guida completa sull’ammortamento al 140 per cento con soggetti beneficiari, meccanismo di applicazione e periodo di riferimento.</p>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Super ammortamento 140 per cento: proroga al 2017</h3>
<p>La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato l’agevolazione fiscale del super ammortamento a tutto il periodo d’imposta 2017.</p>
<p>Rispetto al 2016 ci sono due differenze sostanziali:</p>
<ul class="spip">
<li>le auto aziendali ad uso promiscuo non potranno essere più oggetto di super ammortamento poiché la proroga è stata esplicitamente esclusa per veicoli e motocicli di cui all’articolo 164, comma 1, lettere b e b-bis del Tuir;</li>
<li>per i beni ad alto contenuto tecnologico o digitale la maggiorazione del costo è pari al 150%, “<i>cosiddetto iper ammortamento 250 per cento</i>”.</li>
</ul>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Super ammortamento 140 per cento: soggetti beneficiari</h3>
<p>Il super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento può essere applicato da «<i>tutte le aziende che investono in beni strumentali strettamente inerenti al core business aziendale</i>», comprendendo in questa definizione tutti i titolari di:</p>
<ul class="spip">
<li><strong>reddito d’impresa</strong>;</li>
<li><strong>reddito da lavoro autonomo (tranne i contribuenti in regime forfetario)</strong>.</li>
</ul>
<p>L’applicazione del super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento riguarda anche i soggetti che si avvalgono del regime dei minimi ma non del nuovo regime forfetario.</p>
<p>I beni oggetto del super ammortamento sono soltanto quelli il cui coefficiente di ammortamento civilistico è pari o superiore al 6,5%.</p>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Super ammortamento 140 per cento: come funziona e come si applica?</h3>
<p><strong>Come funziona</strong> e <strong>come si applica</strong> il super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento?</p>
<p>Il <strong>meccanismo di applicazione</strong> del super ammortamento o maxi ammortamento al 140 per cento prevede che l’azienda possa dedurre una quota fiscale di ammortamento maggiore rispetto a quanto oggi prevede il decreto ministeriale di riferimento.<br class="autobr" />Nell’applicazione operativa, l’ammortamento al 140 per cento consente di ammortizzare il cespite acquistato secondo le aliquote ordinarie, mentre dal punto di vista fiscale viene effettuata una «<i>variazione in diminuzione della base imponibile</i>» su cui poi verranno calcolate le imposte.<br class="autobr" />Per esempio, se l’azienda Gamma acquista un cespite per un costo (netto IVA) pari a 1000,00 euro e il relativo coefficiente di ammortamento è pari al 10% per 10 anni, con il super ammortamento questa azienda avrebbe diritto a dedurre fiscalmente il 14% (in luogo del 10).</p>
<p>Il super ammortamento 2016 e 2017 può essere applicato anche ai beni strumentali inferiori ai 516 euro? Si.</p>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Super ammortamento 140 per cento: periodo temporale di riferimento</h3>
<p>Il super ammortamento o maxi ammortamento introdotto inizialmente dalla Legge di Stabilità 2016 si applica per tutti i beni strumentali acquistati tra il <strong>15 ottobre 2015 ed il 31 dicembre 2016</strong>. Con la Legge di Bilancio 2017, approvata definitivamente dal Senato il 7 dicembre 2016, il periodo temporale di riferimento viene esteso a tutto il 2017.</p>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Super ammortamento 140 per cento: un esempio numerico</h3>
<p>Proviamo a questo punto a comprendere il funzionamento del super ammortamento al 140 per cento o maxi ammortamento facendo un <strong>esempio numerico</strong>.</p>
<p>Si supponga di acquistare e mettere in funzione in data 2 gennaio 2016 un bene ammortizzabile al costo di 10.000 euro e soggetto ad un coefficiente di ammortamento pari al 20% (ammortamento costante in 5 anni).<br class="autobr" />La <strong>quota di ammortamento civilistica</strong> sarebbe pari a 2.000 euro (20% di 10.000). Con il super ammortamento al 140 per cento, nel modello UNICO 2017 (redditi 2016) si potrà effettuare una variazione in diminuzione dalla base imponibile su cui pagare le imposte pari ad euro 800 (40% di 2.000) con una <strong>quota di ammortamento fiscale</strong> complessiva pari ad euro 2.800.</p>
<h3 class="spip"></h3>
<h3 class="spip">Iper ammortamento 250 per cento 2017: come funziona?</h3>
<p>La Legge di Stabilità 2017 prevede anche l’introduzione dell’iper ammortamento al 250 per cento sugli investimenti rientranti nel piano industria 4.0.</p>
<p>Il periodo di riferimento è il 2017, tenendo presente <strong>anche che l’iper ammortamento è esteso agli acquisti effettuati in leasing</strong>.</p>
<p>Dal periodo d’imposta 2017 tra i beni agevolabili rientreranno anche i software. Su tali beni immateriali si potrà applicare il super ammortamento al 140 per cento purché i software stessi siano collegati alla “<i>trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0</i>”.</p>
<p>Di conseguenza, per beneficiare del super ammortamento al 140 per cento anche sui software imprese e professionisti dovranno preliminarmente effettuare un investimento previsto dal <strong>piano Industria 4.0</strong> ad esempio per:</p>
<ul class="spip">
<li>beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;</li>
<li>sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;</li>
<li>dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a title="Richiedi informazioni" href="http://www.e-conversion.it/richiedi-informazioni">Contattaci per avere maggiori informazioni e realizzare il tuo ecommerce super ammortizzato</a></h3>
<h3></h3>
<h3><a title="Corsi ecommerce" href="http://www.e-conversion.it/corsi">Scopri tutti i nostri corsi e-commerce</a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Strategia ecommerce: evitare l&#8217;improvvisazione per aprire e gestire un ecommerce</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 13:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1) AVERE UNA VISIONE LIMITATA L’80% degli ecommerce chiude al primo anno perché non si pianifica un piano di azione di almeno 24/36 mesi. Evita di vedere l’ecommerce come un business che ti faccia monetizzare a stretto giro dalla messa online, metti in conto che per almeno il primo anno dovrai...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/strategia-ecommerce-evitare-limprovvisazione-nellapertura-e-gestione-di-un-ecommerce.html#more-1478">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<h3>1) AVERE UNA VISIONE LIMITATA</h3>
<p>L’80% degli ecommerce chiude al primo anno perché non si pianifica un piano di azione di almeno 24/36 mesi.</p>
<p>Evita di vedere l’ecommerce come un business che ti faccia monetizzare a stretto giro dalla messa online, metti in conto che per almeno il primo anno dovrai sostenerti con budget aggiuntivo perché <strong>per crescere ed implementare tutte le attività è necessario del tempo.</strong></p>
<p>Se cerchi monetizzazione veloce ci sono altri business come le operazioni immobiliari o finanziarie.</p>
<p>Nell’ecommerce la crescita è molto lenta e proporzionale al budget, le kpi da raggiungere sono da realizzare attraverso la somma di piccoli passi, piccole operitività che hanno bisogno di tempo per produrre risultati (vedi la Seo per esempio).</p>
<p>L’argomento è pittosto complesso, se vuoi approfondire questo articolo fa per te.</p>
<h3></h3>
<h3><span id="5_Non_puntare_sulla_multicanalita">2) ISOLARSI DAL MONDO ESTERNO</span></h3>
<p>Il 96% delle vendite in Italia avviene offline, Amazon sta aprendo i suoi punti negozi fisici un po in tutto il mondo e chi ha dei punti vendita può sfruttare molti vantaggi competitivi.</p>
<p><strong>C’è una grossa parte di utenza che preferisce ancora acquistare in negozio</strong> e non si può essere indifferenti a questo fenomeno.</p>
<p>Sicuramente l’online crescerà nel tempo ed in maniera costante ma prima che i consumatori cambieranno radicalmente il loro modo di acquistare passerà più tempo di quello che pensi.</p>
<p>Chi crede nella fine dei negozi secondo me sbaglia, piuttosto <strong>i negozi si devono oggi integrare in un concetto di multicanalità.</strong></p>
<p>Non puntare tutto su online soprattutto <strong>se hai dei negozi pensa prima a riempirli grazie al web marketing</strong> e utilizzare geolocalizzazione e proximity marketing per aumentare i fatturati.</p>
<p>Se invece non ne hai, valuta se inserire già nel business plan un processo di implementazione di store fisici a supporto dell’ ecommerce.</p>
<h2></h2>
<h3>3) CONOSCERE IL BUDGET REALE NECESSARIO PER OTTENERE RISULTATI NEL TUO SETTORE/MERCATO</h3>
<p>Dice imprenditore Tizio al suo amico Caio: “<em>Ho 20 mila euro in banca e vorrei aprire un ecommerce</em>” risponde Caio “<em>Io ne metto altri 20, con 40 mila euro abbiamo soldi a sufficienza per avere successo</em>“.</p>
<p>La maggior parte degli ecommerce iniziano così (a dire la verità anche con budget inferiori  molto spesso ) contandosi i soldi in tasca per andare il giorno dopo a spendere tutto o quasi il budget in piattaforma e sviluppo.</p>
<p><strong>Non viene fatta nessuna ricerca di mercato</strong>, nessuna pianificazione o <strong>business model</strong> che possa indicare se i soldi messi sul piatto sono sufficienti o meno.</p>
<p>Più il mercato dove vuoi entrare è ampio e più budget ti servirà. Più persone vuoi raggiungere e più dovrai investire per avere visibilità.</p>
<p>Se poi vuoi anche internazionalizzare moltiplica l’investimento o quasi per ogni paese dove vuoi vendere.</p>
<p><strong>Pertanto evita di partire da quanti soldi hai in banca o nel portafogli</strong>, ma comprendi attraverso dei business plan quanto ti serve per raggiungere il break even e poi valuterai se ne hai abbastanza oppure se trovarli per avere le spalle coperte ma soprattutto se vale la pena investirli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span id="10_Non_formarsi">4) RIMANERE AL PALO</span></h3>
<p>Nella maggior parte dei casi (PMI)<strong> l’imprenditore è l’ Ecommerce Manager ed è lui che guida il progetto.<br />
</strong><br />
Pensare di poter gestire un ecommerce senza formazione e competenza è l’errore più diffuso, ma allo stesso tempo più grave che un imprenditore possa commettere.</p>
<p><strong>L’ ecommerce è un business complesso,</strong> le competenze sono diverse, spaziano dal commerciale, al tecnico, al finanziario</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span id="4_Vedere_il_marketing_come_un_costo">5) PENSARE AL MARKETING COME UN ACCESSORIO</span></h3>
<p>Domanda classica: “Quanto devo investire in Marketing?”<br />
<strong>La voce marketing all’interno di un bilancio non va nei costi fissi</strong>, piuttosto nei variabili sapendo che è direttamente proporzionale al ritorno dell’investimento.</p>
<p><strong>Prima di internet gli imprenditori avevano difficoltà a misurare il marketing</strong>, le pubblicità più diffuse erano cartelloni pubblicitari, radio, stampa e tv.<br />
Tutte queste pubblicità sono di difficile misurazione, per esempio hai difficoltà a capire chi acquista sul sito arrivando da una pubblicità alla radio.</p>
<p><strong>Sul web tutte le attività di marketing sono misurabili</strong> e puoi calcolare al centesimo il costo di acquisizione cliente o le metriche necessarie alla nostra analisi e misurazione.</p>
<p>Se spendi 100 puoi sapere quanto ti ritorna e decidere se aumentare il busget o allocarlo su altri canali più performanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span id="2_Credere_che_la_piattaforma_sia_cio_che_ti_fa_vendere">6) LA PIATTAFORMA E&#8217; L&#8217;ULTIMO DEI VOSTRI PROBLEMI</span></h3>
<p>Quasi la maggior parte degli <strong>imprenditori</strong> che mi contattano sono <strong>incazzati con le web agency</strong> per vari motivi, ma principalmente per uno: “il sito non vende”</p>
<p>Come se fosse la piattaforma web a far vendere o meno, soprattutto in fase iniziale.<br />
E’ il modello di business che non funziona.</p>
<p>Detto questo non è da me difendere le web agency soprattutto quelle che vedono i clienti come dei polli da spennare e non da consigliare.</p>
<p>Ma è anche vero che per molte web agency, il core business è fare siti, e il loro fatturato è fatto di quello.<br />
Se gli entra l’imprenditore chiedendo un sito in Magento, perché le agency non dovrebbero realizzarlo?</p>
<p>Se vai dal concessionario Nissan non ti consiglierà di certo una Toyota.</p>
<p>Spesso sono solo dei tecnici e non hanno know how commerciale o di business development.</p>
<p><strong>Evita dunque di affidare il tuo business interamente alle agency</strong>, è l’imprenditore che deve essere formato per poter giudicare, guidare e coordinare la web agency.</p>
<p>In alternativa <strong>affidati ad un consulente che faccia solo sviluppo di business model in maniera indipendente</strong>.</p>
<p>Questo perché se lo commissioni alle agency (quelle che sono in grado di farlo) ti dirà sempre che il sito andrà bene perché può avere l’ interesse a realizzare la piattaforma.</p>
<p>Come chiedere all’oste se il vino è buono?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span id="3_Non_differenziarsi">7) AVERE UNA VISIONE REALE</span></h3>
<p><strong>Non basta andare online per vendere.</strong><br />
La vendita è un processo complesso, ma se compreso ed inserito all’ interno di un sistema può diventare più semplice.</p>
<p>Ma alla base di questo ci deve essere la percezione reale del mercato e partire dall’assunzione che su 100 vendite in Italia 96 avvengono nei negozi e solo 4 online (leggi articolo dedicato alla multicanalità )</p>
<p>Internet è un mercato ancora piccolo (in Italia), ma già molto saturo.</p>
<p>Nelle considerazioni da fare prima di lanciare un Ecommerce, valuta quanto è grande il mercato di riferimento e a quanto fatturato potenziale puoi arrivare.</p>
<p>Lavorare sulle nicchie è ormai  l’unico modo di ritagliarsi spazio sul mercato, attenzione però che se la nicchia è troppo piccola non aspettarti grandi fatturati almeno che non hai in previsione di vendere anche a livello internazionale.<br />
Ho scritto un articolo dedicato se vuoi approfondire.</p>
<p>Inoltre<strong> se non ti differenzi dalla tua concorrenza difficilmente troverai spazio</strong>.</p>
<p>Gli utenti sono abituati a comprare dove lo fanno di solito, se te li vuoi accaparrare dovrai fornire dei motivi validi.</p>
<p>Non pensare che basta andare online o avere “buoni prezzi” per vendere, ma studia sin dall’inizio come poterti differenziare, come poter diventare un riferimento o specialista del settore ma soprattutto crea la tua value proposition. Senza una buona value proposition difficilmente il tuo ecommerce venderà.</p>
<h2></h2>
<h3><span id="8_Non_pensare_alla_scalabilita_e_alla_rivendibilita_del_sito">8) EVITA DI PENSARE IN PICCOLO</span></h3>
<p>Molti ecommerce nascono dalla volontà di mettersi in proprio ed essere indipendenti da ex titolari prepotenti o vite impiegatizie poco stimolanti.</p>
<p>Pertanto <strong>la motivazione alla base è spesso quella di tirarci fuori uno stipendio piuttosto che creare un’impresa</strong>.<br />
Imprenditoria significa crescita.</p>
<p>Non è un tipo di attività che può stabilizzarsi per produrti uno stipendio. <strong>O cresci o chiudi.</strong></p>
<p>Sin dall’ inizio <strong>bisogna pensare ad un sito altamente scalabile</strong>, con degli asset interni (codice pulito, search engine potenziata, sistema di recensioni, integrazione con terze parti, marketing automation etc) perché questo non solo aiuterà le vendita ma anche l’interesse di potenziali ecommerce più grandi che vorranno compare.</p>
<div class="wpsm_box info_type nonefloat_box"><i></i></p>
<div>Un ecommerce che va avanti da solo senza la presenza obbligatoria dell’imprenditore e indipendente dal team interno è altamente vendibile.</div>
</div>
<p>Nell’ultimo corso ho portato un case study di come automatizzare completamente un ecommerce da 10 mln di euro di fatturato con solo 3 persone a gestirlo.</p>
<p>Evita di vedere l’ecommerce come un tabacchi o qualcosa che ti possa produrre un piccolo stipendio mensile.<br />
Pensa in grande, crea processi ed asset interni.</p>
<p>Gli ecommerce che hanno fatto questo sono stati acquisiti da gruppi più grandi a cifre molto interessanti.</p>
<h2></h2>
<h3>9) SELEZIONARE IL PARTNER GIUSTO</h3>
<p><strong>Gli imprenditori</strong> non  conoscendo spesso il settore e le sue difficoltà <strong>si affidano a chi gli offre il prezzo migliore</strong> pensando di aver fatto un affare.</p>
<p>Purtroppo questi affari si possono trasformare in danni, a volte irreparabili  come mi è successo l’anno scorso di lavorare con dei siti che avevano rifatto la piattaforma almeno un paio di volte per problemi di codice scritto male.</p>
<p>E’ vero anche che spesso chi si fa pagare molto non è propriamente all’altezza della cifra, ma chi è fortemente specializzato è giusto che si faccia pagare.<br />
Funziona così in tutti i settori.</p>
<p>Ci si può affidare a professionisti che aiutano nel controllo di gestione e nella misurazione delle kpi oltre che supervisionare i lavori con programmatori e marketing.</p>
<p><strong>Ci sono tante mansioni da svolgere assicurati che vengano fatte bene.</strong><br />
Se c’è un team interno deve essere formato e tenersi continuamente aggiornato, se sono invece esterni prima di ogni cosa chiedi dei case study con numeri reali.</p>
<h2></h2>
<h3>10) I SERVIZI COME ASSET COMPETITIVI E DIFFERENZIANTI</h3>
<p>Trovamoda.com <strong>fattura numeri importanti e non ha un prodotto in magazzino.</strong><br />
Non ha carrello, non gestisce ordini, spedizioni, telefonate, resi e tutto quello che sai</p>
<p>Il suo fatturato è dato da tutti i click che manda su altri ecommerce di moda e per ogni vendita prende una commissione in affiliazione.<br />
A parte i costi di programmazione e marketing è una struttura molto leggera con margini altissimi.</p>
<p><strong>Si può monetizzare in molti modi online</strong> e a volte il mercato dove si vuole entrare è meglio sfruttarlo che competerlo.<br />
Ci sono attualmente molte nicchie ancora scoperte da comparatori, ma durerà poco!</p>
<p>Il commercio elettronico è scambio digitale di prodotti o servizi, <strong>se fai incontrare domanda ed offerta puoi monetizzare.</strong><br />
Internet permette di individuare il giusto target, in base a quello pensa alla migliore strategia per vendergli i tuoi prodotti.</p>
<p><strong>Non è detto che sia per forza un ecommerce. </strong></p>
<p>Per esempio in ambito B2B molti produttori vanno online con brand nascosti a vendere sullo stesso mercato dei loro rivenditori.<br />
Il problema è che non fanno altro che togliersi del mercato da soli.</p>
<p>Invece di fare concorrenza, un B2B dovrebbe creare Web Services per i loro rivenditori, per facilitare l’aggiornamento dei cataloghi o aiutarli nella logistica, ma soprattutto nella vendita.</p>
<p>L’investimento in questo caso è destinato alla programmazione IT oltre che potenziare lo stesso B2B dove i rivenditori potranno acquistare ciò che gli serve senza per forza aspettare l’agente di commercio.</p>
<h3></h3>
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		<title>Corso Magento Realizzare un Ecommerce Business Plan con Magento</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 08:51:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perchè il tuo negozio ecommerce necessità di un business plan? Anche se non avete bisogno di ottenere un finanziamento per la vostra attività o la necessità di presentare un piano di business , ci sono ancora molti motivi validi per creare un ecommerce business plan. Per esempio, diciamo che siamo nella fase...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/corso-magento-realizzare-un-ecommerce-business-plan-con-magento.html#more-1468">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perchè il tuo negozio ecommerce necessità di un business plan?</strong></p>
<p>Anche se non avete bisogno di ottenere un finanziamento per la vostra attività o la necessità di presentare un piano di business , ci sono ancora molti motivi validi per creare un ecommerce business plan.</p>
<p>Per esempio, diciamo che siamo nella fase iniziale &#8220;start up&#8221; del nostro ecommerce. Hai creato un negozio online e stai facendo già alcune vendite. La creazione di un business plan, in questa fase potrebbe aiutarti a vedere il quadro più ampio e tracciare un percorso strategico per la crescita futura del tuo negozio online.</p>
<p><strong>O forse sei già da cinque anni nella gestione del tuo business online</strong> e le cose stanno cominciando a stabilizzarsi. La creazione di un business plan, in questa fase ti potrebbe aiutare a pensare al di fuori della routine giornaliera del tuo ecommerce e scoprire nuovi mercati è/o nuovi prodotti che ti potrebbero aiutare ad aumentare le entrate.</p>
<p><strong>Oppure, forse la vostra attività sta iniziando ad avere un trend verso il basso</strong>. La creazione di un business plan in questo scenario potrebbe aiutarti a cambiare il modo in cui il business funziona nel suo complesso o tagliare le perdite prima di avere guai più seri.</p>
<p><strong>Il punto è, se non hai ancora scritto un business plan, devi assolutamente prendere tempo per farlo, non importa quale sia il punto in cui ti stai trovando nel ciclo di vita della tua azienda, perchè avrai sempre buoni motivo per farlo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Componenti principali di un buon business plan</h2>
<p>Le aree principali di un business plan sono le seguenti. Scopri come ciascuna area può aiutare la tua azienda.</p>
<ol>
<li><strong>Sintesi del piano strategico e operativo</strong></li>
<li><strong>Descrizione della società </strong></li>
<li><strong>Analisi di mercato</strong></li>
<li><strong>Piano Operativo</strong></li>
<li><strong>Organizzazione e Management</strong></li>
<li><strong>Prodotti &amp; Servizi </strong></li>
<li><strong>Marketing &amp; Sales </strong></li>
<li><strong>Proiezioni finanziarie </strong></li>
<li><strong>Richiesta Finanziamento</strong></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a title="Corsi ecommerce" href="http://www.e-conversion.it/corsi">SCOPRI I NOSTRI CORSI ECOMMERCE</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h4><a title="Richiedi informazioni" href="http://www.e-conversion.it/richiedi-informazioni">RICHIEDI INFORMAZIONI SUL NOSTRO CORSO PER REALIZZARE UN ECOMMERCE BUSINESS PLAN</a></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Strategia per aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 08:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[E-Conversion]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capita sempre più spesso che l&#8217;aumento delle visite all&#8217;interno del tuo negozio online non si tramuti in un conseguente aumento delle vendite online. Questo fenomeno è dovuto principalmente alla mancata applicazione di alcuni importanti principi finalizzati ad aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce. Ecco una serie di azioni...<p><a class="more-link" href="https://www.e-conversion.it/strategia-per-aumentare-il-tasso-di-conversione-del-tuo-e-commerce.html#more-1452">Leggi Tutto</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Capita sempre più spesso che l&#8217;aumento delle visite all&#8217;interno del tuo negozio online non si tramuti in un conseguente aumento delle vendite online</strong>.</p>
<p>Questo fenomeno è dovuto principalmente alla mancata applicazione di alcuni importanti principi finalizzati ad aumentare il tasso di conversione del tuo e-commerce.</p>
<p>Ecco una serie di azioni strategiche finalizzate ad aumentare la conversione all&#8217;interno del tuo negozio online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) Rivedi e ottimizza i campi del form del tuo checkout</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Forzarli a compilare troppi campi in fase di checkout, cioè quando il processo decisionale è già completamente formato, aumenterà il bounce rate della tua pagina di checkout e ti farà perdere vendite.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se l’utente è già registrato puoi salvare le informazioni che ti ha già fornito magari attraverso il “social login” e auto-compilare i campi del checkout, limitando ai soli dati della carta di credito i campi del form.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se invece dai la possibilità all’utente di comprare in modalità “ospite” o di registrarsi proprio in fase di checkout, rendi – attraverso una barra progressiva – sempre chiaro al tuo cliente a che punto è del processo e quanto manca al termine.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span class="s4">2) Ottimizza i contenuti, la lingua e la valuta per i mercati/target paese</span></strong></p>
<p><span class="s4">Wall Street Journal,</span>  riporta uno studio di Accenture commissionato da Alibaba, in cui si evidenzia che entro il 2020 ci saranno più di 943 milioni di persone al mondo che compreranno online.</p>
<p>Questo rappresenta una enorme opportunità per il tuo business: non ottimizzare le pagine del tuo e-commerce per le lingue riferite ai mercati più importanti elimina a priori la possibilità di spartirti una fetta di quei 994 miliardi.</p>
<p>Geolocalizzare il tuo e-commerce per lingua e valuta ti facilita nell’aprirti a mercati enormi con capacità di spesa e propensione all’acquisto molto alti e ti permette un incremento sostanziale delle vendite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) Multiple forme di pagamento per mercato target</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non solo carta di credito, Paypal o bonifico bancario, ma – proprio in ottica della geolocalizzazione degli utenti in base al paese di provenienza – è necessario dotarsi delle forme di pagamento più utilizzate in quei mercati.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se, ad esempio, generi conversioni dalla Cina, assicurati di implementare Alipay, se vendi in Germania aggancia al checkout Sofort.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per massimizzare le vendite, ricordati che il 59% degli utenti non acquistano su un e-commerce se non trovano in checkout la loro forma di pagamento preferita.</span></p>
<p class="p1"><a href="http://www.e-conversion.it/wp-content/uploads/2016/11/SofortGermany.png" rel="PrettyPhoto[1452]"><img class="aligncenter wp-image-1453 size-full" src="http://www.e-conversion.it/wp-content/uploads/2016/11/SofortGermany.png" alt="sofortgermanyecommerce" width="750" height="313" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>4)  Visualizza e ottimizza le esperienze dei tuoi clienti (feedback e recensioni) nelle pagine di conversione</strong></p>
<p class="p1">Gli utenti verificano sempre cosa pensano i clienti che hanno già avuto un’esperienza di acquisto sul vostro sito o nella vostra attività.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Mostrarle nella pagina prodotto del tuo e-commerce è altamente funzionale: il passo successivo è farle visualizzare anche nella pagina di checkout sia che si voglia sottolineare le qualità del prodotto che le funzionalità dei servizi aggiuntivi come velocità e gratuità delle spese di spedizione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>5) Assicura e Rassicura i tuoi clienti sui sistemi di sicurezza utilizzati</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel footer e soprattutto nella pagina di checkout.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Rendi visibile e ben chiaro che hai installato un certificato di sicurezza e che usi le forme di pagamento più sicure a disposizione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli utenti hanno bisogno di essere rassicurati quando comprano online, vogliono la certezza che nessuno possa avere accesso ai dati personali e della carta di credito e la sicurezza.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>6) Offrire assistenza &#8220;live&#8221; in tempo reale</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli utenti hanno continuamente bisogno di informazioni e anche la descrizione più accurata possibile della tua pagina prodotto potrebbe non bastare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s4">Uno studio di Zopim</span><span class="s1"> ha dimostrato non solo che gli utenti valutano positivamente una live-chat all’interno di un e-commerce ma che il 60% non vuole aspettare più di un minuto per ottenere risposta.</span></p>
<p class="p1">Secondo <span class="s4">un sondaggio di Forrester</span>, il 44% degli utenti valuta la chat con una persona reale come uno degli strumenti più importanti che un sito e-commcerce possa offrire.</p>
<p class="p1">Senza farsi prendere dall’ansia, installare una chat che mostri all’utente come la cura dei dettagli sia il centro della tua relazione con lui, resta il metodo migliore per catturarlo e guidarlo nel processo di acquisto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>7) La leva del COUPON sconto per aumentare il tasso di conversione</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">I codici sconto sono il metodo migliore per convertire un carrello abbandonato e favorire acquisti up-sell e cross-sell, aumentando il valore del ciclo vitale medio del tuo consumatore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno degli errori più comuni che commettono le aziende è però quello di non mostrare un codice sconto in fase di checkout.</span></p>
<p class="p1">Se avete il campo che permette l’inserimento di un coupon, ma non lo offrite proprio lì, aumenterete il bounce rate della pagina se non altro perché l’utente potrebbe cercare da altre parti, magari in una mail, un codice sconto valido per il tuo e-commerce.</p>
<p class="p1"><a href="http://www.e-conversion.it/wp-content/uploads/2016/11/Couponing-trends-of-2015_In-768x544-1.jpg" rel="PrettyPhoto[1452]"><img class="aligncenter wp-image-1454 size-full" src="http://www.e-conversion.it/wp-content/uploads/2016/11/Couponing-trends-of-2015_In-768x544-1.jpg" alt="couponing-trends" width="768" height="544" /></a></p>
<p class="p1"><strong>8) Fai una verifica di controllo audit del tuo conversion rate</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Usa Checkout Conversion Calculator per scoprire lo stato di ottimizzazione del tuo sito e-commerce in ottica di incremento del conversion rate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">E’ uno strumento potentissimo per analizzare, misurare e comprendere gli errori che hai commesso nella progettazione del tuo e-commerce e la possibilità quindi di modificare la tua strategia ed incrementare le vendite</span></p>
<p class="p1">fonte: Forest Research</p>
<h3 class="p1"><a title="Corsi ecommerce" href="http://www.e-conversion.it/corsi">SCOPRI TUTTI I NOSTRI CORSI PER AUMENTARE IL TASSO DI CONVERSIONE ONLINE DEL TUO E-COMMERCE</a></h3>
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